Ballata in volgare

 D’acqua e sale son le mie sbarre,
chilometri è larga  la mia cella,
le mie guardie sono il marre
e questa amara arida terra.

quando esprimo il mio lamento
mi occhieggian con stupore
senza comprender il sentimento
che di veleno m’impregna il core.

Se di uscire sento verso
l’animo mio d’audacia si avvolge
sanza pensar al fato mio avverso
che mi riprecipita in male bolgie

al sol pronunciar libertà
Sento il mio cor levitare
finché l’intelletto mio non ricorderà
là c’è solo mare mare mare.

Padre di Zeus, divastato titano
a te volto il lamentoso guardo
sento che tu mi porgi la mano
affinché io lasci questo odioso terreno sardo.

 
Fatene la parafrasi, ignoranti.
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Informazioni su Artemis

Vent'anni circa, sarda, studia giapponese a Bologna. Coltiva parecchi hobbies, fra cui il disegno, i manga, gli anime, la scrittura e la cucina. Il suo sogno è andare in Giappone.
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Una risposta a Ballata in volgare

  1. claudia ha detto:

    giu è splendida!!! specchia anche le mie sensazioni!! *_* grazie!!

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