Lavo dal viso il mio vero volto.

Avevo un’ esistenza.
Era terribile ed eccitante allo stesso tempo.
Era grottesca e affascinante,
Era spaventosa e ipnotica.
Lo specchio rifletteva ME.
Ma tale esistenza non era gradita al mondo.
Ricordo ancora quando mi cancellai.
L’acqua scorreva, bollente e ghiacciata, e con essa divenni sfocata.
Il sapone mi soffocava, divenni un lontano fantasma di ME.
Una nuvola bagnata di latte cancellò la mia ombra.
Però le mie labbra rilucevano ancora di me, sensuali e sporche di rosso.
Anche se non era sangue.
La schiuma inumidiva d’amaro la dolce mia dipartita.
L’espulsi con disgusto.
Così sputai il mio ultimo brandello d’esistenza.
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Informazioni su Artemis

Vent'anni circa, sarda, studia giapponese a Bologna. Coltiva parecchi hobbies, fra cui il disegno, i manga, gli anime, la scrittura e la cucina. Il suo sogno è andare in Giappone.
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