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L’angolo di Porta a Porta. Battesimo e matrimoni gay: due opinionisti al confronto. [Dialogo platonico]

Benvenuti a questa nuova puntata di Porta a Porta. Mhmhmh ecco alla mia sinistra la rappresentante del partito “Niente soldi per i santi”, la signorina Artemis, ed alla mia destra un Oscuro Figuro completamente onirico. La domanda del giorno è: battesimo e matrimoni gay. Come dire cavoli e merende. perché questo titolo, signora?

Artemis:- Perché sono due cose fondamentalmente innocue che però stanno sul cazzo. A me sta sul cazzo il battesimo, al signore qui presente i matrimoni omosessuali. Perché gay? Cambi subito… esistono anche le lesbiche.

Oscuro:- I matrimoni gay sono un obbrobrio.

Artemis:- Grazie.

Oscuro:- Prego.

Artemis:- Si chiama sarcasmo.

Oscuro:- Ah! Sarcasmo ci sarà tua sorella!

Vespa:- La prego signorina di non insultare il capo dell’altra fazione.

Artemis:- Intendevo dire… vabbè. Comunque. Il battesimo è un’imposizione.

Oscuro:- Non è assolutamente così. Si tratta solo di scrivere il suo nome in un registro, preservare la sua anima per il regno dei Cieli.

Artemis:- Potrebbe farlo da grande.

Oscuro:- e se muore prima?

Artemis:- Allora un genitore dovrebbe già iniziare a comprare la bara al figlio prima che nasca, approfittando dei saldi da Crobu?

Oscuro:- La smetta. Parla lei di imposizione? E che dire del fatto che è completamente contronatura un’unione sessuale fra due persone dello stesso sesso?

Artemis:- Ah, sì? Perché non si procrea?

Oscuro:- Esatto.

Artemis:- Allora facciamo divorziare gli infertili, trucidiamo le zittellone, tagliamo le mani ai segaioli.

Oscuro:- Le seghe sono contro natura e la Chiesa lo dice a più riprese.

Artemis:- Ma se non fa altro che trasferire da una parrocchia all’altra qualche prete pedofilo!

Oscuro:- Queste sono calunnie!

Artemis:- No, cazzo!

Vespa:- Siamo in fascia protetta.

Artemis:- E allora perché quella ballerina/Soubrettina è mezzo nuda?

Vespa/Oscuro:- Appunto, fascia pro-tetta.

Artemis:- …

Vespa:- avanti, vuole prima combattere il maschilismo schifoso o il bigottismo?

Artemis:- Quante battaglie si prospettano… comunque, se fosse davvero contro natura, allora l’uomo non proverebbe piacere a farsi sodomizzare grazie a quel meraviglioso strumento che è la prostata.

Vespa:- Ora che ci penso, devo prendere le pastiglie.

Oscuro:- Ciò è inammissibile! Potrebbero esserci bambini in ascolto e lei li istiga alla sodomia!

Artemis: ma se sono le tre di notte! E poi, parla lei?

Oscuro:- Cosa?

Artemis:- Da secoli non fate altro che allevare piccolo robottini lobotomizzati e plagiati… e io non posso neanche parlare di sodomia. Però i preti possono praticarla coi duenni, giusto?

Oscuro:- Lasci perdere, per favore.

Artemis:- Le concedo di concentrarsi sull’argomento della serata. Allora, mi risponde alla domanda?

Oscuro:- Quale?

Artemis:- SE E’ CONTRO NATURA PERCHE’ GLI UOMINI PROVANO PIACERE NEL FARE LE COSACCE FRA DI LORO?

Oscuro:- Lei è volgare.

Artemis:- Cosa?

Oscuro:- Pausa caffè.

Artemis:- mi vuole rispondere?

Oscuro:- A cosa?

Artemis:- Vaffanculo.

Vespa:- è il momento della pubblicità.

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Fuochi

Il lento primo fragore

Pervade l’urbana radura

(Lampi e spruzzi d’arancione

S’infrangono sulla sparuta verdura)

Ed Esplode dopo, altro fuoco

Ed altro ancora, incatenati

Or Più fioco, men fioco.

(E l’inghiottiscono, e il fumo m’inghiotte

Piovo lacrime dagli occhi miei irritati

Le lecchi come cose ghiotte)

E taci.

Esplode ancora, sommesso gracchia

(le lingue voraci

Risucchian intanto la macchia)

Crepita alle nostre orecchie tremendo

(Ci fa cedere i ginocchi)

Ti guardo e penso

Voglio vedere lo spettacolo riflesso

Nei tuoi occhi.

 

Questa poesia parla di due tipi di fuochi contemporaneamente: i giochi pirotecnici e l’incendio vicino alla spiaggia di Coequaddus al quale ho tragicamente assistito. Non è difficile notare che le parti fra parentesi parlano di una circostanza più tragica del romanticismo creato da dei semplici fuochi d’artificio.

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Catilinaria I

Per quanto tempo ancora intendete comportarvi in questo modo? Per quanto ancora manterrete questo atteggiamento infantile?
Non vedete che la persona contro cui state andando contro, invece di sentirsi sminuita, si sta animando di una nuova sicurezza? Credete che io non sappia chi vi guida, cosa fece, quando successe, che intenzioni abbia lei, e che intenzioni abbiate voi?
Oh, sembrano passati millenni da quando eravamo la quinta B, perfetta, unita, sincera. O forse, sincera non è stata mai?
Sono stata tratta in inganno dai vostri visi angelici?
O crescendo, invece di maturare, state regredendo?
Sarà forse stata l’influenza della classe orrenda a cui siamo stati attaccati? Quei soggetti bigotti, ipocriti, dalla personalità deprecabile e quanto mai infima vi hanno corrotto, patres costripti, voi che sembravate così puri?
Per quanto ancora intendete comportarvi in modo patetico e meschino, servile, convincendomi d’essere ben più matura di quanto effettivamente io sia? Perché farmi peccare d’arroganza?
Trascinarmi al vostro livello?
Già, perché a voi, appena danno un minimo di responsabilità, di autorità, ve ne ubriacate, vi serpeggia nelle vene, s’instilla nel vostro ego, ed effettivamente vi fa illudere d’essere superiori, d’esser maestri, di dover insegnare a me.
Di dover insegnare a me.
A me.
Permettetemi di ridere, carissimi, e di chiedervi se preferite che io vi tratti con rigida arroganza o con cordiale condiscendenza che si usa con gl’inferiori.
Perché se dovessi usare il primo modo, forse dovrei richiamare dalle altre aule qualche vecchia barba, di quelle terribili, che non si dispiaceranno di non assistere alla vostra condotta.
Essi, vedendovi, direbbero:
– Signori, cosa avete contro una compagna di classe che non conoscete? Come credete di poterla giudicare senza sentire le sue ragioni? Le siete forse superiori? Siete professori, per pretendere di rimetterla a posto e di dettarle legge? Come mai la temete così tanto da spalleggiare un’insegnante ben poco professionale, come se foste suo pari, e non studenti quali siete? Per questo vi abbiamo dato i consigli di classe, per pugnalarvi a vicenda? Per questo pretendiamo di essere ascoltati dai professori, per far notare le altrui mancanze?
Così, come vi dico, direbbero, e di sicuro a loro darebbero ragione anche molte persone che voi, in modo umile e sottomesso, adorate come superiore.
Per questo io vi chiedo, carissimi, di desistere nelle vostre maldicenze, e di occuparvi delle vostre famiglie, dei vostri compiti in classe, dei vostri debiti, perché io mi occuperò dei miei.
In caso contrario, temo sarò costretta a prendere provvedimenti per voi umilianti e spiacevoli.
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Ballata di nessuno

Ballata di nessuno.

 

Si chiedeva chi fosse stato.

Si chiedeva quanto stupido fosse

E il giovane corpo veniva sconquassato

Da un lungo eccesso di tosse.

 

Odiate lacrime gli rigavano le gote

Senza che s’asciugasse quel danno

E sapeva di aver trovato morte

Ancor prima del diciassettesimo anno

 

Pensava alla filosofia, pensava al suo amore

Ripromettendosi di non più sbagliare

Compatì la propria agonia, gemendo di dolore,

 

Si premeva il petto e non finiva di rantolare.

Si dibatteva nella vergogna, nel disonore

D’esser morto come nessuno, senza lottare.

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Filosofare è esercizio di morte

"din don, chi è? sono MCZ sono venuto per te, dammi la tua anima arrugginita io te ne rendo una pulita. Din don, che fa? Sono il rimedio di tutti i tuoi guai, dammi il tuo cervello, è molto stanco dopo la cura sarà tutto biancoooo"
(Africa Unite, Soffici Sapori)
 
Mi chiedo se il non essere plagiata dalla società attuale sia una grande stranezza.
Il vedere tutto freddamente dall’esterno, riconoscere la pochezza del genere umano… ed essere vista come una ragazza "strana" da coloro che, invece, in questa follia ci sono immersi fino al collo…
 
"cha cha cha… sono uno scienziato cha cha cha… sono un genio, perché sono l’unico sano in questo mondo di matti cha cha cha ahahahahaah cha cha cha"
(Pollon, Lo scienziato Cha cha cha)
 
Senza voler essere per forza diversa… dato che per mimetizzarmi mi fingo molto più frivola di quello che sono, però lei, professore, ha capito tutto di me, vero?
Professore, lei legge le nostre anime, non è così?
Si è reso conto che anche se il mio corpo può sembrare concupiscente, la mia anima non è di bronzo?
Ovviamente sì, professore.
Non lo da a vedere, ma io ho compreso.
Lei capisce, capisce Me, la vera Me che è nascosta sotto strati e strati di bronzo, e ciò mi spaventa, mi spaventa quando graffia la superficie preziosa, arrivando in fondo alla mia anima con solo, non dico una parola, ma un’occhiata.
Però la sua anima è fuori dalla mia portata, professore, ben chiusa. Vorrei riuscire a sfiorarla con un solo dito, ma posso solo sapere che la sua anima è stata forgiata nell’oro, nient’altro. Quando sarò degna, professore, avrò la chiave?
Lo sa, che se filosofare è esercizio di morte, forse ci sono riuscita? Lo sa che in me mente e corpo sono così distinte da avere vita propria?
Sì, che lo sa. Lei sa tutto di me.
La temo.
 
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